E’ già trascorsa una settimana dalle 3 splendide esecuzioni del War Requiem di Benjamin Britten, ove sono stato l’organista, con i complessi musicali de laVerdi sotto la direzione del maestro Xian Zhang (coadiuvata da: Ruben Jais, Direttore dell’Orchestra da Camera; Erina Gambarini, Direttore del Coro Sinfonico; Maria Teresa Tramontin, Direttore del Coro di Voci Bianche). Una esperienza che bissa quella cui partecipai l’11 Settembre 2011 alla Scala di Milano, concerto inaugurale della Stagione 2011/2012.
Il War Requiem è una pagina di importanza straordinaria nella musica del secondo Novecento per vari punti di vista. Personalmente, da appassionato di storia e specialmente del periodo legato al secondo conflitto mondiale, lo ritengo uno dei momenti più straordinari legati al concetto di pacifismo nel senso più alto del termine. E della necessità della rappacificazione, in un momento storico tra i più drammatici legati alla guerra fredda. L’intelligenza musicale di Britten, che con questo Requiem sia religioso che laico consente davvero una visione ecumenica della sofferenza e del dolore, è straordinaria. Britten dà una dimensione oratoriale nel vero senso del termine ad un momento di partecipazione quasi sacramentale. Quello del pentimento e della presa di coscienza della stupidità di un atto barbaro.

