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If yesterday I welcomed two new editions regarding Giuseppe Lorenzo Luti da Signa’s works, today I am pleased to present two further new titles of the collection Tesori Musicali della Verna. It is another collection of works by Luti, Sei Composizioni, and a new collection, Sei Composizioni, by Giuseppe Lorenzo Pagnucci da Fabriano. I personally edited all of these editions.

The Six Compositions by Luti can be related, in two cases, to wider compositions. The first two numbers can be grouped under the format title of the first composition, i.e. the Benediction (of the Venerable Sacrament). On the other hand, the second group of three compositions (Offertory, Elevation and Postcommunio) refer in their sequence to the Italian traditional Mass for Organ of the first XIX century. This also recalls a model that several author coded in this particular historical stage, and that is already present in the collection Tesori Musicali della Verna.

The pages by Pagnucci are selected from two manuscripts catalogues as MPG 111 and 111a. Although they do not show (as it frequently happens in the autograph manuscripts collection) the author’s signature, their style and the autograph analysis  allow the identification of Giuseppe Lorenzo Pagnucci da Fabriano as the writer, and quite probably therefore the composer of these works. The two manuscripts include two different series of compositions. In the first volume there are four numbers, three Fugues (with the same title) and an Offertory (which is however again a Fugue) while in the second smaller volume two Postcommunio are included, both in C. The edition joined the two short volumes, thus resulting in six music pieces.

Se ieri salutavo due nuove pubblicazioni di Giuseppe Lorenzo Luti da Signa, oggi dò il benvenuto ad altri due titoli della collana Tesori Musicali della Verna. Ancora una raccolta di Luti, Sei Composizioni, ed una nuova raccolta di Giuseppe Lorenzo Pagnucci da Fabriano, Sei Composizioni. Le cui edizioni ho curato personalmente.

Le Sei Composizioni di Luti possono essere assimilabili, in due casi, a composizioni di più ampio respiro. I primi due numeri possono essere raggruppati sotto quella forma che titola la prima delle due composizioni ossia la Benedizione (del Venerabile Sacramento).Il secondo gruppo invece è composto da tre composizioni (Offertorio, Elevazione e Postcommunio) e costituisce nella sua sequenza la tradizionale Messa per organo italiana del primo Ottocento, ricalcando infatti un modello che numerosi autori hanno codificato in questa particolare epoca storica, e che è anche già presente nella collana Tesori Musicali della Verna.

Le pagine di Pagnucci sono tratte da due manoscritti catalogati MPG 111 e 111a. Sebbene non presentino (come frequente nella collezione di autografi) la firma dell’autore, il loro stile e l’esame calligrafico attestano Giuseppe Lorenzo Pagnucci da Fabriano come il redattore, e molto probabilmente dunque il compositore, di queste composizioni. I due manoscritti comprendono due differenti serie di brani. Nel primo vi sono quattro numeri, tre fughe (così titolate) ed un Offertorio (che è comunque un’altra fuga) mentre nel secondo piccolo fascicolo son contenuti due Postcommunio, entrambi in do maggiore. Nell’edizione si è preferito accorpare i due esili testimoni, che comprende dunque sei brani musicali.

 

Luti da Signa: Gran Sonata pel Pianoforte; XII Composizioni

On February 25, 2014, in Blog, by Eugenio Maria Fagiani

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The new edition of two works by Giuseppe Lorenzo Luti da Signa, Organist in La Verna in the first half of the XIXth century, which I personally edited (the XII Compositions) and in cooperation with Laura Meozzi (the Gran Sonata pel Pianoforte), are available from today.

These are the fourteenth and fifteenth titles in the collection Tesori Musicali della Verna, which is exploring the heritage preserved in the Music Library of the Sanctuary of La Verna.

The publication of the XII Compositions includes the edition of a very wide manuscript with compositions by Giuseppe Lorenzo Luti da Signa. The autograph manuscript does not bear the signature of the La Verna composer, as in other cases, but his handwriting and this musical style indisputably have to be referred to him as the author. The collection is composed of 12 compositions: 1. Sonata in D (Larghetto, Allegro-Larghetto-Allegretto); 2. Ouverture in D; 3. Elevation in F; 4. Postcommunio in A; 5. Offertory; 6. Ouverture in D; 7. Ouverture in G; 8. Elevation in D; 9. Postcommunio in G; 10. Offertory in G; 11. Elevation in A; 12. Postcommunio in G.

The Gran Sonata pel Pianoforte is interesting under various points of view. If from a formal perspective this work does not detach itself a lot from the sonatas for keyboard that somehow refer to the model by Scarlatti (i.e. basically with a clear  bipartition  and a tone ratio between fundamental/dominant widely emphasized) which is added a twofold-thematic material (particularly appreciated by the tradition in the Italian central area in the last XVII Century). This certainly has a very strong link with the writing style of several manuscripts preserved in La Verna. As in other instrumental compositions of the same author we can see an attempt to join a formal approach which historically had somehow beed coded with a more typical footprint belonging to the first Italian Romanticism, with a reference to the operatic music, so dominant in the music history of our nation.

Da oggi sono disponibili le nuove edizioni che ho curato personalmente (nel caso delle XII Composizioni) e collaborando con Laura Meozzi (la Gran Sonata pel Pianoforte) di due lavori di Giuseppe Lorenzo Luti da Signa. Organista della Verna nel primo Ottocento.

Si tratta del quattordicesimo e quindicesimo titolo della collana Tesori Musicali della Verna, che sta esplorando via via più dettagliatamente il patrimonio che si conserva nella Biblioteca Musicale del Santuario della Verna.

La pubblicazione delle XII Composizioni vede l’edizione di un manoscritto molto ampio di composizioni di Giuseppe Lorenzo Luti da Signa. Il manoscritto, autografo, non presenta la firma del compositore alvernino, come già in altre occasioni, ma la sua calligrafia ed il suo stile musicale ne fanno il suo autore incontestabile. La raccolta si compone dunque di dodici composizioni: 1. Sonata in re maggiore (Larghetto, Allegro – Larghetto – Allegretto); 2. Overture in re maggiore; 3. Elevazione in fa maggiore; 4. Postcommunio in la maggiore; 5. Offertorio; 6. Overture in re maggiore; 7. Overture in sol maggiore; 8. Elevazione in re maggiore; 9. Postcommunio in sol maggiore; 10. Offertorio in sol maggiore; 11. Elevazione in la maggiore; 12. Postcommunio in sol maggiore.

La Gran Sonata pel Pianoforte è interessante sotto molteplici aspetti. Se da un punto di vista formale non si discosta molto da quello delle sonate per tastiera che in qualche modo si rifanno al modello Scarlattiano (ossia fondamentalmente con una bipartizione netta ed il rapporto tonale tonica-dominante ampiamente sottolineato) cui si abbina materiale bitematico (particolarmente caro alla tradizione della fine Settecento del centro Italia). E certamente ha un legame molto forte con quella scrittura presente in molteplici manoscritti Alvernini. Come già in numerosi altre composizioni strumentali del medesimo autore vi è il tentativo di legare ad una forma in qualche modo codificata storicamente, l’impronta più tipica della musica di inizio romanticismo italiano. Ossia quello fatto del rimando verso la musica operistica, così predominante nella vita musicale della nostra nazione.

 

La Madeleine, Paris

On February 14, 2014, in Blog, by Eugenio Maria Fagiani

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EMF, François-Henri Houbart et Olivier Périn.
La Madeleine, Paris, 09.02.2014

I was in Paris one week ago. The concert I gave in La Madeleine was a fitting occasion for many reasons.

First of all, indeed, it has been my debut in Paris, postponed due to family problems scheduled for three years ago, again at La Madeleine.
 Secondly, the great opportunity to be able to perform upon an instrument among those with the most amazing organ tradition. Here, in fact, from the date of construction of the instrument in 1846, the resident organists were, among others: Louis James Alfred Lefébure-Wély, Camille Saint-Saëns, Théodore Dubois, Gabriel Fauré, Jeanne Demessieux and of course the great François-Henri Houbart that is without any doubt the perfect successor in his role as the Organiste Titulaire.

The instrument itself is something extraordinary. Designed in a masterly manner for the particular acoustics given the size and architecture of the Holy Temple was also thought to be able to project into the future with insight, thus not going to substantially alter the quality that has always been famous, by the wellknown Titulaire.

Finally, it was really nice to be able to meet again in person François-Henri, whom I met in La Verna almost three years ago in the company of Fréderic Blanc (they were there to listen the recital given by our common friend Colin Walsh, Lincoln’s Cathedral Organist, UK), and get to know the organist Olivier Perin . They are two nice and full of humor persons!

The concert was really successful, both for the many people attending and the quality of the music; after all, having the Titulaire de La Madeleine as page turner was a sure guarantee of success! So thanks again for your help François-Henri and thanks to Olivier for the wonderful organization!

See you soon!

È trascorso qualche giorno dal rientro da Parigi. Il concerto che ho tenuto a La Madeleine è stata occasione propizia per molteplici situazioni. Prima di tutte naturalmente è stato il mio debutto parigino, rimandato causa problemi famigliari, previsto per tre anni fa sempre a La Madeleine.

In secondo luogo la bella opportunità di potermi esibire su uno strumento tra quelli con la più incredibile tradizione organistica. Qui infatti, a partire dalla data di costruzione dello strumento 1846, furono organisti, tra gli altri: Louis James Alfred Lefébure-Wély, Camille Saint-Saëns, Théodore Dubois, Gabriel Fauré, Jeanne Demessieux e naturalmente il grande François-Henri Houbart che ne è magnifico continuatore nella sua veste di Organista Titolare.

Lo strumento in sé è qualcosa di straordinario. Concepito in maniera magistrale per la particolare acustica data dalle dimensioni e dall’architettura del Sacro Tempio è anche stato pensato per potersi proiettare nel futuro con acume, senza quindi andare a modificare sostanzialmente le qualità per cui è da sempre celebre, dal celebre Titolare.

Da ultimo è stato davvero bello poter rincontrare di persona François-Henri, che vidi alla Verna oramai quasi tre anni fa in compagnia di Fréderic Blanc (entrambi erano venuti al Santuario per sentire il concerto dell’amico comune Colin Walsh, Organista della lincoln Cathedral, UK), e conoscere personalmente l’organista Olivier Périn. Che dire, due persone squisite e ricche di humour.

Non mi dilungo sul mio concerto che è andato molto bene, sia come presenza di pubblico che come qualità musicale, anche perché avere come volta pagine il Titolare de La Madeleine era sicura garanzia di successo…

Dunque grazie ancora per il tuo aiuto François-Henri e grazie ad Olivier per la splendida organizzazione !

A presto…